Cosa trovi in questa guida
- Cosa può fare un chatbot AI sul sito di una PMI e cosa non deve fare
- Quanto costa, voce per voce, con una fascia di mercato e la fonte
- Le regole da rispettare: obbligo di trasparenza dell’AI Act e GDPR
Un chatbot AI sul sito aziendale serve a tre cose: rispondere subito alle domande ripetitive dei clienti, raccogliere i dati di chi è interessato e passare al tuo team solo le richieste pronte. Per lo sviluppo di un chatbot personalizzato una guida italiana del 2026 indica una fascia di 500-5.000 euro, a cui si aggiungono i costi di utilizzo del modello di intelligenza artificiale. E dal 2 agosto 2026 chi lo usa deve dire chiaramente ai visitatori che stanno parlando con un sistema di AI.
Qui trovi cosa aspettarti, come evitare le risposte sbagliate e come leggere un preventivo. Se vuoi vedere come risponderebbe un assistente con i contenuti del tuo sito, guarda il nostro servizio di chatbot AI per aziende.
Webora Plus progetta chatbot AI per aziende: tienilo presente leggendo. Le cifre vengono da fonti esterne, elencate in fondo.
Cosa può fare un chatbot AI, e cosa no
Un chatbot basato su un modello linguistico capisce domande scritte in modo naturale, anche con errori o giri di parole, e risponde partendo dai contenuti che gli fornisci. In pratica, sul sito di una PMI fa bene questi lavori:
- Domande frequenti. Orari, zone servite, tempi di consegna, cosa include un servizio, come funziona un reso.
- Orientamento. Fa due o tre domande e indica il prodotto o il servizio adatto, con il link alla pagina giusta.
- Raccolta del contatto. Chiede nome, esigenza, tempi e recapito e li invia via email o al CRM.
- Prenotazioni. Propone gli slot liberi del calendario per una call o un appuntamento.
Ci sono invece cose che non deve fare: dare prezzi definitivi su progetti che richiedono un sopralluogo, rispondere su argomenti legali, medici o fiscali, promettere tempi che dipendono dal tuo team. Un buon progetto mette questi limiti per iscritto prima dello sviluppo.
Quando conviene a una PMI
Un chatbot non serve a tutti. Conviene quando si verificano almeno due di queste condizioni:
- Tu o il tuo team rispondete ogni giorno alle stesse domande, per email, telefono o WhatsApp
- Molte richieste arrivano la sera o nel weekend e restano senza risposta fino al giorno dopo
- I commerciali passano tempo con contatti che non sono ancora pronti a comprare
- Hai un catalogo, un listino o un regolamento che i clienti non leggono
Se il sito riceve poche visite, il primo problema non è il chatbot ma il traffico: in quel caso conviene partire dalla SEO o da un sito progettato per convertire.
Come evitare le risposte sbagliate
I modelli linguistici possono produrre risposte plausibili ma sbagliate. Il rischio non si elimina del tutto, ma si riduce molto con un metodo preciso:
- Contenuti approvati. Il chatbot risponde solo partendo da pagine, listini e FAQ che hai approvato, non da ciò che trova in rete.
- Limiti scritti. Un elenco di argomenti su cui non risponde e una frase standard per passare la conversazione a una persona.
- Test con domande vere. Prima del lancio lo provi con le domande che ricevi davvero, comprese quelle scomode.
- Revisione periodica. Si leggono le conversazioni, si correggono le risposte deboli e si aggiornano i contenuti quando cambiano prezzi o servizi.
Domanda da fare a chi te lo propone
“Su quali contenuti risponde il chatbot e cosa succede quando non conosce la risposta?” Se la risposta è “sa tutto”, cerca un altro fornitore.
Vuoi vedere cosa risponderebbe il tuo chatbot?
Indicaci il sito e le domande che ricevi più spesso: ti prepariamo una demo con i tuoi contenuti e una proposta con costi separati e chiari.
Quanto costa un chatbot AI
Un preventivo serio separa le voci, perché alcune le paghi una volta e altre ogni mese, e alcune vanno al fornitore del chatbot mentre altre ai fornitori di tecnologia.
| Voce | Come si paga |
|---|---|
| Progetto, contenuti e test | Una tantum |
| Integrazioni con calendario, CRM, WhatsApp | Una tantum, in base ai sistemi |
| Gestione e miglioramento | Canone mensile, se lo affidi a qualcuno |
| Utilizzo del modello AI | A consumo, in base alle conversazioni |
| Messaggi WhatsApp Business | A consumo, secondo il listino di Meta |
La forbice è ampia perché un assistente che risponde a venti domande frequenti sul sito è un progetto molto diverso da uno che legge ordini dal gestionale. In quel caso serve un’integrazione dedicata, che rientra nello sviluppo software su misura.
Le regole: AI Act e GDPR
Dal 2 agosto 2026 sono operativi gli obblighi di trasparenza dell’AI Act europeo: chi usa un chatbot per rispondere agli utenti, per esempio nel servizio clienti, deve informarli che stanno interagendo con un sistema di intelligenza artificiale. L’obbligo riguarda chi utilizza il sistema, quindi anche la tua azienda, non solo chi lo sviluppa.
Poi c’è il GDPR: se il chatbot raccoglie nomi, email o numeri di telefono, servono un’informativa chiara, una base giuridica per il trattamento e tempi di conservazione definiti, oltre ad accordi con i fornitori che trattano i dati. Questa guida non è una consulenza legale: per i testi fatti verificare l’impostazione da un professionista.
Il prossimo passo
Raccogli le dieci domande che ricevi più spesso e chiedi a ogni fornitore che valuti come risponderebbe il suo chatbot. Se vuoi farlo con noi, ti prepariamo una demo sul tuo sito.
Domande frequenti
Un chatbot AI sostituisce il servizio clienti?
No. Si occupa delle domande ripetitive e della raccolta dei dati; le conversazioni che portano vendite o che richiedono giudizio restano al tuo team.
Quanto costa un chatbot AI per un sito aziendale?
Per lo sviluppo di un chatbot personalizzato la fonte citata indica 500-5.000 euro, a cui si aggiungono i costi di utilizzo del modello e, se usi WhatsApp, quelli dei messaggi.
Devo dire ai clienti che parlano con un’AI?
Sì. Dal 2 agosto 2026 l’AI Act richiede di informare gli utenti che stanno interagendo con un sistema di intelligenza artificiale.
Il chatbot può rispondere anche su WhatsApp?
Sì, tramite WhatsApp Business Platform. In questo caso Meta applica costi per messaggio secondo il proprio listino.
Fonti
Cifre e fatti verificati a ottobre 2026. Fonti: